senzatomica

Può una mostra cambiare l’animo umano? Risponde Maria Lucia De Luca

A cura di Annalisa Coccia e Veronica Murgia

Disarmo nucleare come disarmo interiore. Abbiamo incontrato Maria Lucia De Luca, direttore della rivista nazionale “Buddismo & Società” e responsabile della mostra Senzatomica all’ex Mattatoio Testaccio di Roma.

Nel sito senzatomica.it l’iniziativa viene descritta come “una campagna per generare consapevolezza sulla minaccia delle armi nucleari” il cui fine è la creazione di un movimento di opinione per l’adozione di una Convenzione internazionale sulle armi nucleari. Ci racconti le origini di questa iniziativa. Com’è nata e quali sono le motivazioni che hanno spinto a realizzarla?

L’istituto Soka Gakkai è un’organizzazione laica e buddista, fondata da due educatori giapponesi: Makiguchi e Toda. Costoro avevano vissuto in prima persona il dramma della seconda guerra mondiale e lo scoppio delle due bombe atomiche che devastarono Hiroshima e Nagasaki. Fatti prigionieri durante il conflitto, Makiguchi morì in carcere mentre il compagno Toda, una volta libero, decise di esportare il suo pacifismo e di condannare, attraverso una dichiarazione, l’uso delle armi nucleari. Da qui nacque l’impegno di creare un movimento d’opinione volto a condannare l’impiego non pacifico dell’energia nucleare. La stessa causa portata avanti dall’istituto buddista è abbracciata anche da altre organizzazioni sorte dopo la seconda guerra mondiale, con la differenza che SenzAtomica lega inesorabilmente il problema delle armi nucleari alla trasformazione dell’animo umano. Obiettivo del progetto è infatti sensibilizzare le coscienze per giungere alla condanna e all’abolizione di questi strumenti che hanno causato e continuano a causare vittime.

Il termine per la creazione della Convenzione internazionale sulle armi nucleari è fissato per la fine del 2015. Quali sono i passaggi necessari per concretizzare un obiettivo tanto nobile quanto difficile?

Il primo passaggio concreto per definire la Convenzione è creare un grandissimo movimento di opinione che influenzi i governi ad agire in questo senso. Dunque, il punto cruciale è l’influenza delle coscienze individuali. Entro la fine del 2015 vorremmo trasformare le speranze dell’opinione pubblica in una norma scritta.

La mostra “SenzAtomica trasformare lo spirito umano per un mondo libero da armi nucleari” è uno degli eventi più importanti per informare e far riflettere le persone comuni sulla realtà delle armi nucleari. Quali sono i contenuti della mostra, qual è il messaggio che vuole trasmettere e in che modo può sensibilizzare i visitatori.

La mostra è divisa in quattro sezioni. Le prime due sezioni pongono il focus sul concetto di sicurezza. In particolare, mostrano la differenza tra il concetto di sicurezza che esiste nella nostra società -una società tipicamente nucleare- e il concetto di sicurezza auspicato dai buddisti. Oggigiorno siamo abituati a percepire la sicurezza in base a quanta paura abbiamo dell’altro. È proprio questo il ragionamento che sottostà al concetto di deterrenza: nessuno stato impiega la bomba atomica perché si è certi di ricevere una risposta uguale o peggiore con la stessa arma. Invece, la vera sicurezza umana si fonda sul soddisfacimento dei bisogni dell’essere umano. Soddisfare questi bisogni porta anche ad una trasformazione a livello macroscopico, dal momento che la maggior parte delle guerre nasce proprio a causa della povertà. Cambiare il concetto di sicurezza, dunque, è la chiave per la creazione di un mondo pacifico. La terza sezione mostra la trasformazione della visione del mondo a cui si giunge attraverso l’interiorizzazione di concetti quali il dialogo, il coraggio e l’istruzione. Soltanto in questo modo la violenza lascia il posto alla pace.

La quarta sezione, infine, espone tutti i progressi concreti che sono stati fatti in materia di armamenti nucleari, come dichiarazioni o trattati. Riflettendoci, le armi nucleari durante la guerra fredda erano circa 80.000, oggi siamo sui 16.000.

Questo significa che sono stati fatti passi in avanti, ma manca ancora quel poco che ci permetta di vivere senza paura.

La campagna è promossa dall’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Qual è la relazione che unisce il buddismo alla lotta contro il nucleare?

Il concetto di disarmo può essere inteso in due modi: il disarmo nucleare e il disarmo interiore. Senza il secondo è impossibile raggiungere il primo. Infatti, secondo la concezione buddista, la più grande e duratura trasformazione è quella interiore. Tale rivoluzione spirituale deve innanzitutto iniziare dal concetto di apertura verso gli altri. Solo ascoltando e conoscendo il nemico, è possibile una vera vittoria in guerra.

Ad esempio, noi volontari del progetto abbiamo cercato non solo di organizzare l’evento ma anche di fare nostro il messaggio e di costruire legami con tutti, persino con chi si mostrava contrario alla nostra iniziativa. Molti, infatti, ritengono che la vera sicurezza sia la deterrenza, noi invece vogliamo rompere i muri e aprirci a tutti. E non è facile.

SenzaAtomica è un’iniziativa itinerante che intende coinvolgere molte città italiane. Quali sono i prossimi eventi? Il tour si fermerà nella penisola o si sposterà verso mete straniere?

SenzAtomica è la versione italiana di una mostra internazionale promossa dall’associazione People’s Decade for Nuclear Abolition. Inaugurata nel 2007 a New York, è arrivata in Italia nel 2011. La mostra è stata tradotta e adattata, aggiungendone la caratteristica della multimedialità. Questa di Roma è la 48° tappa e, sempre nel 2015, ce ne saranno altre due fondamentali a Napoli e Venezia. È stata persino creata una versione “compact” della mostra, allestita in città minori e università.

Veronica Murgia e Annalisa Coccia

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