Partiti e disarmo: un matrimonio non c’è

A cura di Alessandro Riggio e Michele Zitouni

Come spesso capita in Italia, i temi più caldi dello scenario internazionale sono relegati ad argomenti di nicchia. Fra questi, uno spicca particolarmente sugli altri: il disarmo nucleare.
Sulla questione, i partiti del Bel Paese non hanno mai espresso una posizione chiara ed inequivoca.

Di concreto possono ricordarsi soltanto azioni isolate ed estemporanee, per di più di qualche deputato e senatore (anziché di interi gruppi parlamentari).

Ad aver posto l’attenzione sul tema negli ultimi anni è stata senz’altro Federica Mogherini. È sua la prima firma alla mozione approvata nel 2012 a Montecitorio, con la quale si impegnava l’allora governo Monti ad assumere una “declaratory policy” nei confronti della Nato.

Un invito alla trasparenza per continuare sulla strada del disarmo e della non proliferazione dai più relegato in un angolo.

Dopo la nomina dell’ex ministro degli esteri ad Alto Rappresentante per la politica estera a Bruxelles, il tema è finito nel dimenticatoio finché lo scorso Aprile non è stato riesumato dal Movimento Cinque Stelle. Accesi i toni utilizzati da Beppe Grillo nel suo blog: “Il governo Renzi vuole un’Italia guerrafondaia impegnata nella proliferazione delle armi nucleari”.

Motivo della polemica fu il respingimento di una risoluzione presentata dagli stessi pentastellati nelle Commissioni Esteri e Difesa, che sollecitava maggiormente Palazzo Chigi nell’adozione di misure di disarmo.

Delle altre forze politiche, perviene poco (per non dire nulla).

Non risultano esservi pronunciamenti sull’argomento da parte della Lega Nord, se non con un’eccezione: la mozione presentata alla Camera tre anni fa da undici deputati del Carroccio, con la quale si invitava il Paese a prendere posizione nell’ambito di “un’azione veramente globale”, che se fosse stata esclusivamente unilaterale non sarebbe stata efficace.

Totalmente assenti invece Forza Italia ed Ncd. Leggendo fra i documenti ufficiali di entrambi non c’è alcuna traccia di temi legati al disarmo nucleare. E del centrodestra non si annovera neppure nessun rappresentante all’interno dei “Parlamentari della pace”. Di questi ultimi, eccone il manifesto: “Un gruppo di deputati e senatori di diverso orientamento politico impegnati a sostenere iniziative legislative e di carattere politico e culturale sui temi della pace, della nonviolenza e del disarmo”.

Sarà sufficiente per scuotere e destare le coscienze del mondo politico italiano su una tematica così rilevante? Ai posteri l’ardua sentenza.

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