LUISS per Senzatomica: l’inchiesta giornalistica sul disarmo nucleare

Di Matteo Mistretta

Presso le aule del Macro di Testaccio, nel quadro della mostra organizzata dall’associazione Senzatomica, nella giornata di ieri è andata in scena una tavola rotonda composta da esperti che sono intervenuti per analizzare a 360 gradi il mondo del nucleare.
Gli studenti della Luiss partecipanti al corso di Teorie e Tecniche del Linguaggio giornalistico, autori di questo sito e organizzatori dell’evento sotto l’egida della professoressa Eugenia Romanelli, hanno brevemente descritto il progetto alla platea introducendo il tema, in particolare cercando di spiegare in poche parole il fine dell’incontro e, più in generale, quello dell’intera mostra.

Il primo ospite a prendere la parola è stata Rory Cappelli. La giornalista di Repubblica ha voluto sottolineare l’importanza del rapporto tra informazione e il nucleare, considerando in particolare la minore attenzione sul tema rispetto al periodo della Guerra Fredda. Dopo di lei, è intervenuta Francesca Corrao, professoressa di Islam, Politics and Society presso la LUISS Guido Carli. Anche la docente ha voluto parlare dell’informazione, mettendo in guardia la platea sull’utilizzo delle parole, in quanto una semplice serie di lettere usate in malo modo possono generale abissi di odio.

Dopo l’intervento della professoressa, il professor Raffaele Romanelli, direttore del Dizionario Biografico degli Italiani della Treccani, ha raccontato ai presenti la storia dell’atomica, partendo da Hiroshima e Nagasaki passando per le tensioni tra Cina e Russia e arrivando fino ai giorni nostri.

Un altro intervento di rilievo è stato effettuato dal professor Riccardo Antonini, esperto scientifico della Presidenza del Consiglio dei Ministri e docente presso la Universidad Carlos tercero di Madrid. Antonini ha voluto raccontare come in passato siamo andati vicinissimi allo scoppio di una vera guerra nucleare solamente perché tra i due blocchi contrapposti della Guerra Fredda, Usa e Urss, non vi era informazione. Ha voluto sottolineare come sullo scacchiere internazionale il concetto di deterrenza nucleare fosse assurdo e privo di significato, e che un vero disarmo può essere raggiunto se e solo se le regole e l’atteggiamento degli Stati cambierà nel corso degli anni.

Roberto Della Seta, ex senatore del Partito Democratico, ha voluto invece approfondire il ruolo dell’Italia, paese che nel 1987 e nel 2011 ha deciso di dire no all’uso del nucleare per scopi energetici con lo strumento del referendum, diventando l’unico paese che ha lasciato ai propri cittadini la decisione di intraprendere o no questo percorso. Inoltre, il fondatore del movimento ecologista GreenItalia ha definito la distinzione tra il nucleare “buono” (quello per uso energetico) e il nucleare “cattivo” (quello per uso militare).

Infine, Maria Lucia De Luca, direttrice della rivista Buddismo e Società e organizzatrice della mostra di Senzatomica a Roma, ha voluto sottoscrivere il messaggio della mostra. Il disarmo nucleare si deve raggiungere, come ha anche detto il Dalai Lama, attraverso un disarmo interiore. La mostra ha toccato 50 città italiane, e vuole tirar fuori dalle coscienze delle persone questa voglia di disarmo, che prima di tutto deve nascere all’interno di ognuno di noi.

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